
It is difficult, however, ignore the iron fist to the press critical of the Venezuelan executive, or even the threat of a popular uprising (which spontaneously, as is clear, would have very little) if in the coming elections the Chavez's party, the PSUV, doesn't have at a minimum of 75% of the seats. If all these we add the violence, both physical and verbal, to some journalists and pro-government voters, the situation becomes more complicated: I do not think Chavez tell just lies and I am not surprised that there was a design coup that sought to stop his rise to leadership of the South American country. But I believe that his conduct was contrary to many of the values that are advertised with some ease, especially those who make socialism a flag of justice and equality, as well as the spirit of his main action. As they say, between saying and doing there is a great sea in the middle, and once again real socialism is light years away from the high ideals in many respects shareable, than the theoretical.
ITALIANO
Chavez: Venezuela via dalla Commissione Interamericana per i diritti umani

Hugo Chavez, il controverso presidente del Venezuela, ha deciso che il suo paese abbandonerà la Commissione Interamericana per i Diritti Umani. Il motivo della decisione sarebbe legato ad un rapporto stilato dalle organizzazioni non governative operanti nel Venezuela, sul quale vengono denunciati comportamenti e decisioni del governo che ledono gravemente la democrazia e i diritti umani. Ancora una volta Chavez tira in ballo gli Stati Uniti, colpevoli di essere dietro tale rapporto e, quindi, si tratterebbe un documento non corrispondente alla realtà dei fatti. La Commissione, a quanto pare, avrebbe appoggiato il tentativo di colpo di stato ai danni di Chavez nel 2002: un motivo più che valido, secondo il presidente, per screditare le accuse rivolte al suo governo. È difficile, però, ignorare il pugno di ferro verso gli organi di stampa venezuelani critici nei confronti dell'esecutivo, o addirittura le minacce di una rivolta popolare (che di spontanea, com'è chiaro, avrebbe ben poco) qualora alle prossime consultazioni elettorali il partito di Chavez, il PSUV, non arrivasse ad un minimo del 75% dei seggi. Se a tutto questo si aggiungono anche le violenze, sia fisiche che verbali, verso alcuni giornalisti e elettori non filogovernativi, la situazione si complica: non credo che Chavez racconti solo bugie e non mi sorprenderebbe che vi fosse un disegno golpista che abbia cercato di fermare la sua ascesa alla guida del paese sudamericano. Credo, però, che la sua condotta sia stata contraria a molti dei valori che vengono propagandati con una certa facilità, soprattutto da chi fa del Socialismo una bandiera di giustizia e eguaglianza, oltre che lo spirito principale della propria azione. Come si dice, tra il dire è il fare c'è di mezzo il mare, e ancora una volta il Socialismo reale dista anni luci dagli ideali alti e, sotto molti aspetti, condivisibili di quello teorico.






























